Escursioni

MONTE PIANA (m. 2324) E MONTE PIANO (m. 2305)


Sono i luoghi più classici e conosciuti nelle Dolomiti per i crudi eventi e l'olocausto che qui fu consumato nei tragici lunghi 29 mesi che videro queste splendide montagne teatro di una guerra incredibile dove la gente dei monti diede grande prova di dedizione ai propri paesi trasformando le rocce in fortezze inespugnabili e portando ad un grado che sarebbe stato inconcepibile
prima la resistenza al freddo e alle intemperie, durante i due inverni più rigidi degli ultimi 90 anni.

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Laghi di Bombasel

Sotto i versanti nord della impervia cima "Castel di Bombasel" la zona è costellata da numerosi laghi e una breve digressione fino alla vicinissima forc. di Bombasel completa la vista sugli stessi e in piu, verso sud la vista spazia verso la selvaggia Valle dei Laghetti che termina alla forc. di Lagorai (m2372) fra il M. Laste de le Sute (m2616) e la C. Lagorai (m2585).
Sempre dalla Forc. di Bombasel in direzione nord-est 400m piu in basso, ma non visibile direttamente, è situato il più grande lago della Catena del Lagorai: il Lago di Lagorai per l'appunto, con l'omonima Malga sulla sponda sud.

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Monte Cristallo (3.154 m)

Da Rio Gere (1698) si sale a Son Forca (2235 m) e da qui al Rifugio Lorenzi (3000 m). Qui parte la ferrata, in origine un sentiero realizzato dagli alpini durante la guerra e poi recuperato negli anni '60. Il cammino è molto vario, si sale per scale si passa in galleria, si attraversa un ponte sospeso, si sale tra creste, cime, forcelle. E' senz'altro una delle più spettacolari delle Dolomiti, con i suoi panorami su entrambi i versanti sud e nord (Austria) e i numerosi resti della Grande Guerra.

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Lago di Alleghe

Nella stretta vallata agordina, pochi chilometri a Sud della Marmolada, si colloca la cittadina di Alleghe, chiusa ad oriente dal sovrastante massiccio del Civetta.
Il nome di Alleghe sembra derivi le sue origini da un probabile latino "alica", termine collegato con "alicarius" equivalente a granaio o "parte superiore della casa", in cui si riponevano il grano o la paglia.
Già nel XII secolo esisteva una numerosa comunità montana, tanto da essere necessaria una cappella per le fuzioni religiose di tutta la zona. Il centro abitato di Alleghe, prima della formazione del lago, era composto da un gruppo di villaggi posti sul fondovalle e sulle pendici laterali del torrente Cordevole. "L’11 gennaio 1771 un’enorme frana precipitò dal Monte Spitz seppellendo tutto il fondovalle. L’oscurità era calata ormai da ore quando la montagna si mosse. Pochi secondi separano l’inizio del movimento franoso dall’impatto sul fondovalle.......quando i monti all’intorno più non rimandarono l’eco del frastuono prodotto, tutto era già compiuto: un manto di polvere bianca si espanse sul gravido silenzio della vallata, rotto solo dal rotolare degli ultimi assesatamenti".
Così viene descritta una tragedia notturna di 225 anni fa, dalla quale nacque il lago di Alleghe.


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Dal Piccolo Lagazuoi ...

L'area che si sviluppa attorno al Passo Falzarego è una delle più suggestive delle Dolomiti.
Situata in parte nel comprensorio del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo e confinante con il Parco Naturale di Sennes e Fanes
offre numerosi aspetti di interesse: le molte e varie escursioni in una natura incontaminata dove ammirare la flora e la fauna
tipica di questo ambiente; i paesaggi mozzafiato che si godono dalle cime; i luoghi di interesse storico, con il recupero
importante del fronte dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale.

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Monte Civetta

Il Monte Civetta è un gruppo che, per enormità e arditezza di forme non ha eguali in tutte le Dolomiti. Le forme della montagna, infatti, non fanno pensare al piccolo rapace notturno. Piuttosto la si può paragonare all’aquila, l’unico rapace in grado di poter reggere il confronto. Compiendo il periplo della Civetta si ha modo di accorgersi della varietà di forme di questo
massiccio. Varietà che trova la sua massima espressione nella "parete delle pareti", nel versante nord occidentale, una parete che si estende per 7 km, toccando altezze anche di 1200 metri. E' questo il naturale completamento di un anello, che richiede 2 o 3 giorni di cammino, intorno al "gigante" delle Dolomiti. Basti dire che quando al grande scalatore Emilio Comici veniva
chiesto un parere sul perché del nome "Civetta" rispondeva sempre con poche parole: “Perché Civetta? Perché
la incanta”.

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Cima Castellaz

La cima piatta e trapezoidale del Castellaz fu trasformata dai soldati italiani, durante la Grande Guerra, in un caposaldo per fronteggiare le linee nemiche appostate a Paneveggio, Forte Dossaccio e Cima Bocche. Ma la maggior parte dei soldati che morirono qui perì, non per la violenza della battaglia, ma a causa della “morte bianca”: furono sepolti dalle valanghe o rimasero
assiderati per le bassissime temperature invernali.


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PARCO NATURALE DELLO SCILIAR

Itinerario 1: Alpe di Siusi (Compaccio 1.844 m) – Malga Saltner (1.832 m) – Sentiero dei turisti – Rifugio Bolzano (2.450 m) – Rifugio Alpe di Tires (2.440 m) – Forcella dei Denti di Terrarossa (2.499 m) – Hotel „Punta d'Oro“ (2.070 m) – Alpe di Siusi (Compaccio 1.844 m)
Itinerario 2: Bagni di Razzes presso Siusi (1.212 m) – Rio Freddo – Malga Prossliner (1.740 m) – Rifugio Schlernboden (1.700 m) – Bagni di Razzes (1.212 m)
Intinerario 3: Bagni di Lavina Bianca presso Tires (1.175 m) – Val Ciamin – Rifugio Alpe di Tires (2.440 m) – Rifugio Bolzano (2.450 m) – Val Orsara – Bagni di Lavina Bianca (1.173 m)

Itinerario 1: Alpe di Siusi (Compaccio 1.844 m) – Malga Saltner (1.832 m) – Sentiero dei turisti – Rifugio Bolzano (2.450 m) – Rifugio Alpe di Tires (2.440 m) – Forcella dei Denti di Terrarossa (2.499 m) – Hotel „Punta d'Oro“ (2.070 m) – Alpe di Siusi (Compaccio 1.844 m)

Dal parcheggio di Compaccio si segue il sentiero n° 10. Il primo tratto si dirige verso sud, fino alla diramazione che conduce alla Malga Saltner, attraversando la parte occidentale dell'Alpe di Siusi. Continuando sulla forestale n° 5 si giunge alla Malga Saltner (1.832 m). Il successivo "Sentiero dei turisti" si inerpica a serpentina sul pendio dello Sciliar, passando per una zona ricca di pini mughi, fino al Rifugio Bolzano. Dal rifugio il sentiero n° 3 - 4 procede quasi pianeggiante sull'altipiano dello Sciliar verso l'Alpe di Tires. Si giunge quindi rapidamente ai piedi della Cima di Terrarossa, da dove il sentiero discende poi fino alla parte superiore del "Buco dell'Orso". Il sentiero n° 4 conduce infine al Rifugio Alpe di Tires (2.440 m).
Il sentiero per il ritorno (n° 2) inizia con l'ascesa verso la Forcella dei Denti di Terrarossa e scende con un sentiero a serpentina fino al Hotel "Punta d´Oro" (2.070 m). Il sentiero n° 7, sul lato occidentale dell'Alpe di Siusi, riporta al punto di partenza oltrepassando l´Hotel "Panorama".


Tempo di percorrenza: un'intera giornata
Dislivello: 600 m
Grado di difficoltà: medio
Itinerario 2: Bagni di Razzes presso Siusi (1.212 m) – Rio Freddo – Malga Prossliner (1.740 m) – Rifugio Schlernboden (1.700 m) – Bagni di Razzes (1.212 m)


La gita segue un noto itinerario, interessante dal punto di vista geologico, nei pressi della gola del Rio Freddo. La gita inizia dal parcheggio dei Bagni di Razzes presso Siusi. Il sentiero n° 1 segue il corso del Rio Freddo e si addentra poi nel bosco. Poco dopo si giunge ad una deviazione: prendendo il sentiero verso destra si arriva al Rifugio Schlernboden (Rif. Malghetta Sciliar), a sinistra invece inizia il sentiero verso la Malga Prossliner (n° 1a). Dopo aver raggiunto la malga, la gita prosegue con il sentiero n° 1a e scendendo in un piccolo vallone e risale poi a mezza costa fino al Rifugio Malghetta Sciliar. Dal rifugio si scende a serpentine fino al Rio Freddo e si ritorna al punto di partenza ai Bagni di Razzes.

Tempo di percorrenza: 5 ore
Dislivello: 540 m
Grado di difficoltà: medio

Intinerario 3: Bagni di Lavina Bianca presso Tires (1.175 m) – Val Ciamin – Rifugio Alpe di Tires (2.440 m) – Rifugio Bolzano (2.450 m) – Val Orsara – Bagni di Lavina Bianca (1.173 m)
Dal parcheggio dei "Bagni di Lavina Bianca" ci si dirige fino al Centro Informativo del parco presso la Malga Ciamin. Da qui parte il sentiero n° 3 che si snoda attraverso la magnifica Val Ciamin, con frequenti attraversamenti del torrente fino al "Buco dell´Orso" (1.850). Al bivio si prosegue per il ripido sentiero n° 3a (attrezzato con funi) in direzione dell´Alpe di Tires (2.440 m). L´attraversamento dell'altipiano dello Sciliar dall´Alpe di Tires fino al Rifugio Bolzano (sentiero n° 3 - 4) è già stato descritto nella prima escursione. Da qui in direzione sud-est, il sentiero n° 2 riconduce in direzione Bagni di Lavina Bianca/Tires. Il sentiero costeggia la parte nord del Monte Cavaccio fino all'Orsara (Bärenfalle). La discesa attraverso la "Bärenfalle" non è difficoltosa, ma molto ripida. Attraverso i boschi della Val Ciamin si raggiunge nuovamente il punto di partenza.

Tempo di percorrenza: un'intera giornata
Dislivello: 1.275 m
Grado di difficoltà: impegnativo

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PARCO NATURALE PUEZ ODLE

Itinerario 1: Malga Zannes (1.680 m) – Malga Gampen (2.062 m) – Rifugio Genova (2.297 m) – Passo Poma (2.340 m) – Cresta di Juac (2.421 m) – Malga Medalges in alta Val di Funes (2.293 m) – Ciancenon (1.928 m) – Malga Zannes (1.680 m)
Itinerario 2: Longiarù in Val Badia (1.398 m) – Passo Poma (2.340 m) – Rifugio Genova (2.297 m) – Passo Göma (2.111 m) – Longiarù in Val Badia (1.398 m)
Itinerario 3: Selva Gardena (1.569 m) – Passo Gardena (2.300 m) – Passo Cir (2.469 m) – Passo di Crespeina (2.528 m) – Forcella del Ciampac (2.366 m) – Rifugio Puez (2.475 m) – Vallunga – Selva Gardena (1.569 m)

Itinerario 1: Malga Zannes (1.680 m) – Malga Gampen (2.062 m) – Rifugio Genova (2.297 m) – Passo Poma (2.340 m) – Cresta di Juac (2.421 m) – Malga Medalges in alta Val di Funes (2.293 m) – Ciancenon (1.928 m) – Malga Zannes (1.680 m)

Da Santa Maddalena una strada conduce lungo la destra orografica del Rio di Funes sino al parcheggio di Zannes (1.680 m), base di partenza per l´escursione proposta. Seguiamo la strada forestale sino al chiosco e lungo il Rio Caseril (sent. n° 32) per raggiungere il sentiero n° 33 che conduce alla Malga Gampen (2.062 m). Saliamo quindi al Rifugio Genova (2.297 m) e poi al Passo Poma (2.340 m). Continuiamo la nostra escursione lungo l'alta via n° 3 che mette in comunicazione la Forcella di Putia col Gruppo del Puez (segnavia n° 3/2). Saliamo inizialmente lungo un macereto sino alla panoramica Cresta di Juac (2.421 m). Gradualmente il sentiero ci conduce alla Malga Medalges e alla Forcella di Medalges (2.293 m). In un´ulteriore ora di cammino si giunge alla Malga Ciancenon (1.928 m). Si prosegue quindi lungo la valle sino alla diramazione della strada forestale Malga Zannes - Malga Gampen. A questo punto saliamo lungo il versante orografico sinistro attraverso boschi e prati lungo la via Adolf - Munkel. La lasciamo comunque già alla diramazione verso la Malga Glatsch (1.902 m) che sorge alla base dei dirupi delle pareti settentrionali delle Odle. Di lì rientriamo a Zannes attraverso boschi di cirmoli ed abeti rossi scendendo lungo un ripido sentiero.

Tempo di percorrenza:
5 1/2 ore
Dislivello:
600 - 700 m
Grado di difficoltà:
facile
Itinerario 2: Longiarù in Val Badia (1.398 m) – Passo Poma (2.340 m) – Rifugio Genova (2.297 m) – Passo Göma (2.111 m) – Longiarù in Val Badia (1.398 m)

Passando per S. Martino in Val Badia raggiungiamo per una buona strada forestale Longiarù (1.398 m) nella valle omonima, laterale della Val Badia. Per la nostra escursione scegliamo il segnavia n° 4 che conduce, attraverso prati, sino ai masi di Seres (1.568 m) e a sinistra verso il Passo Poma (2.340 m). Ci teniamo a sinistra e raggiungiamo (segnavia n° 4) i pascoli sul versante sud del Munt dla Crusc (2.300 m). Proseguiamo quindi sino al Passo Poma e giungiamo al Rifugio Genova. Il secondo tratto della nostra escursione conduce dal Passo Poma, verso nord in direzione della Forcella di Putia (segnavia n° 4/35). Giá alla prima diramazione si piega verso destra lungo i pascoli del Munt dla Crusc. Dopo un prolungato saliscendi raggiungiamo nuovamente il Rio di Seres ed i prati di Cialnèur e di qui senza difficoltà il Passo Göma (2.111 m) con la cupola rocciosa del Sasso Putia a fare da sfondo. Da qui è necessaria 1 1/2 ore per scendere alla base di partenza a Longiarù.

Tempo di percorrenza:
5 1/2 ore
Dislivello:
900 - 1.000 m
Grado di difficoltà:
media
Itinerario 3: Selva Gardena (1.569 m) – Passo Gardena (2.300 m) – Passo Cir (2.469 m) – Passo di Crespeina (2.528 m) – Forcella del Ciampac (2.366 m) – Rifugio Puez (2.475 m) – Vallunga – Selva Gardena (1.569 m)

Da Selva Gardena (1.569 m) la cabinovia Dantercepies conduce a 2.300 m di quota, non distante dal Passo Gardena. Proseguiamo costeggiando la base del Gruppo del Cir per giungere in breve tempo ad incontrare il sentiero n° 2 che sale dal Passo Gardena e che porta lungo ripidi tornanti in una conca rocciosa e quindi al Passo Cir (2.469 m). A questo punto si scende leggermente lungo dei macereti verso la Val de Chedùl per poi risalire al Passo di Crespeina (2.528 m). Di qui si prosegue per il Lago di Crespeina e quindi per la Forcella del Ciampac (2.366 m). Costeggiamo ora il margine occidentale della Gardenacia, dove si inseriscono anche il sentiero n° 4 da Colfosco e quello proveniente dal passo Gardenacia. In 1 ora dalla Forcella del Ciampac si raggiunge poi il Rifugio Puez (2.475 m). Da qui si segue il sentiero n° 4 che scende in Vallunga e porta a Selva Gardena in 3 ore circa di cammino.

Tempo di percorrenza:
6 - 7ore
Dislivello:
900 m
Grado di difficoltà:
media


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PARCO NATURALE FANES, SENNES, BRAIES

Itinerario 1: Capanna Alpina (1.726 m) – Col de Locia (2.069 m) – Gran Fanes (2.104 m) – Lago di Limo (2.159 m) – Rifugio Fanes (2.060 m) – Lago Piciodel (1.820 m) Rifugio Pederü (1.548 m)
Itinerario 2: Hotel Lago di Braies (1.520 m) – Casera Vecchia (1.751 m) – Capanne di Fojedöra (2.114 m) – Lè de Fojedöra (2.252 m) – Hotel Lago di Braies (1.520 m)
Itinerario 3: Lago di Dobbiaco (1.258 m) – Masi Troger – Malga Troger (1.631 m) – Passo Sues (2.013 m) – Forcella Serla (2.230 m) – Monte Serla (2.378 m) – Malga Serla (1.720 m) – Lago di Dobbiaco (1.258 m)
Itinerario 1: Capanna Alpina (1.726 m) – Col de Locia (2.069 m) – Gran Fanes (2.104 m) – Lago di Limo (2.159 m) – Rifugio Fanes (2.060 m) – Lago Piciodel (1.820 m) Rifugio Pederü (1.548 m)

Da San Cassiano, in Val Badia, si prende la strada per il Passo Valparola e, dopo circa 3 km, si arriva al bivio per la Capanna Alpina. Da qui si consiglia di prendere il sentiero che passa a destra della cava di ghiaia. Seguendo il segnavia n° 11 si attraversa una pecceta e si arriva quindi al piccolo prato del Plan de Furcia. Da quel punto il sentiero si inerpica fino al Col de Locia (2.069 m). Il tratto di sentiero seguente attraversa la larga conca tra il gruppo di Fanes e Campestrin a est, il gruppo delle Conturines ad ovest e termina infine sul Ju dall'Ega. Dopo un tratto pianeggiante attraverso pascoli alpini,


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